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Carmelo Violi
Opere recenti

Carmelo Violi "Giochi in scatola" 2007 acrilico su tela cm 130x80


Carmelo Violi "In-Urban" 2007 acrilico su tela cm 80x130


Carmelo Violi "TV" acrilico su tavola 40x50


Carmelo Violi "Macchina da scrivere 3" olio su tela 60x60
..Essere pittore contemporaneo quando si ha una fascinazione per Bonnard, Matisse, Soutine e il piacere di impastare colori ad olio sulla tela, non un'impresa facile. A Carmelo Violi riesce perchè è contemporaneo il suo sguardo che indaga fra le pareti domestiche. Frigoriferi, dispense, scatole, barattoli, macchine da scrivere ma anche quadri, specchi, lavelli, prese elettriche, sono gli oggetti che immagino possano animarsi sotto gli occhi dell'artista in un momento qualunque della sua giornata, mentre compie un gesto banale come aprire un cassetto, riordinare la scrivania o lavarsi i denti.
Mentre in passato gli artisti che ha lungamente studiato procedevano a costruire la scena poetica che avrebbero successivamente fissato sulla tela, Violi ha una dipendenza totale da quella camera fotografica che è il suo cervello, e procede a fissare sulla tela delle istantanee, prese senza cambiare focale, senza inquadrare, scoprendo che la casualitˆ dell'inquadratura nulla toglie al racconto che la tela porgerˆ agli altri.
L'immediatezza espressiva del lavoro di Violi dipende proprio da questa accidentalità nell'inquadrare che coinvolge lo spettatore proponendogli un gioco di osservazione che sta diventando linguaggio diffuso e forse quindi anche utilizzato dallo spettatore medesimo nei suoi momenti di licenza artistica con la piccola digitale.
La tecnica pittorica, la cromia, pur pregevoli, appartengono alle scelte intime e controcorrente dell'artista che ha deciso di untilizzare questo impasto di strumenti espressivi d'antan per manifestare il suo sentire contemporaneo -un po' come decidere di disegnare con la sinistra- che non mi stupirebbe di vedere un giorno espresso con la fotografia.

(Pietro Gagliardi, ottobre 2005 tratto da "Linguaggi a confronto" catalogo mostra Museo Civico Savigliano CN.



Le macchine da scrivere di Carmelo Violi appaiono per quello che sono oggi: decontestualizzate e defunzionalizzate. Senza intenti sentimentalistici o celebrativi. Come oggetti ormai superati e sostituiti, le macchine da scrivere nel mondo postindustriale non servono più e giacciono in disuso, conservando solo per pochi un qualche valore affettivo. Non sono un paradigma di bellezza universale, come la natura o il corpo umano, ne di quel passato cui ci si potrebbe volgere con grande nostalgia, e nemmeno della capacità tecnologica umana, ricca di promesse per il futuro. Più effimere delle necessarie matite, delle pratiche biro e delle eleganti penne stilografiche, le macchine da scrivere rappresentano una tappa superata, come certe fabbriche dismesse o, addirittura, certe competenze sempre meno necessarie, che muoiono se non si rinnovano. Ci ricordano la transitorietà degli utensili moderni e delle pratiche umane ad essi connesse. Violi ci invita a guardarle a lungo, da diversi angoli, proponendone diverse inquadrature e raffinati accostamenti cromatici, ottenendo così l'effetto straniante di quando fissiamo ininterrottamente un qualsiasi oggetto fino a sentirlo assurdo: non ci sono funzione e contesto a dargli significato. Eppure in questa perdita c'è un guadagno: smettiamo di chiedere una performance alle macchine da scrivere e riusciamo a vederne forme e colori, forse per la prima volta.
Giulio Agostini 2006 (tatto dalla mostra personale presso lo spazio d'arte "Piscina Comunale" Milano)


info: carmelo1979@libero.it

 

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