Francesco Violi – Recto e Verso

Francesco Violi - Recto e Verso
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Francesco Violi nasce a Reggio Calabria nel 1940. Emigrato a Milano nel 1950, si diploma all’istituto D’arte del Castello Sforzesco  e alle B.B. A.A. Arti di Brera. Si forma con i grandi maestri di scultura del ‘900 lombardo tra i quali Giannino Castiglioni, Geminiano Cibau, Ettore Calvelli, Francesco Fossa, Vincenzo Gasperetti. Collabora con diverse aziende ceramiche, apre poi il proprio studio nel 1964 e inizia a ricevere commissioni dalle più importanti aziende medaglistiche mondiali. Dal 1973 al 1997 insegna discipline artistiche presso le scuole d’arte della regione Lombardia.

Grandi sono i riconoscimenti e le soddisfazioni ottenute dal Violi e costante è l’impegno che lo vede sempre attivo nel proporre nuove composizioni per le sue ammirate sculture e medaglie.
La sua opera scultorea è un connubio d’ispirazioni derivanti dalla statuaria ellenistica e dalla ritrattistica romana. I suoi ritratti sono caratterizzati da un fine realismo e da forme plastiche armoniche.

Le sculture, la ritrattistica, la medaglistica e la numismatica del Nostro sembrano cibarsi di proporzione classica, equilibrio compositivo, volumi misurati, al fine di ottenere risultati reali e al contempo intrisi di grazia e sapienza tecnica. Da non tralasciare è anche la sua attività di incisore attento ad effetti chiaroscurali efficaci e ad un disegno sicuro e riconoscibile.

Ecco proposto sinteticamente il ritratto dell’esperienza artistica del Maestro Violi. Ma proprio come le sue realizzazioni più apprezzate e conosciute, la sua arte ha due volti: un recto e un verso.
Come un foglio, una moneta, come una medaglia, vi sono due lati nella sua vita artistica, uno forse più ufficiale, riconosciuto, accademico, il recto, che è l’ambito scultoreo, e quello più intimo, primordiale e caotico che è quello pittorico: il verso.

Fredde lastre metalliche vengono animate da smalti colorati che si incontrano creando una fusione primaria, spazi liquidi lasciano scorrere la mano dell’artista, non più attenta ai volumi armonici ma libera nei gesti e curiosa nelle linee. Non sono previsti risultati, sono solo attesi.
Il caos, la casualità entra nell’opera e conquista il suo spazio, decide unioni e sfumature. E’ poco utile parlare di situazioni informali, espressione interiore ecc., a mio avviso è opportuno riconoscere volontà di libertà e di ricerca cromatica. La monocromia dell’opera scultorea viene giustamente allontanata quando dipinge.

 

Espansioni, trasparenze, relazioni prendono vita su una tela che accoglie i veloci movimenti degli smalti che scorrono sulla lastra. Colore e sintesi per opere che attraggono lo sguardo, lo cercano e lo affondano tra i liquami di quel mondo originario.
C’è continuità stilistica tra la sua esperienza pittorica e la linea in ceramica. Forme vibranti, non alla ricerca della regolare perfezione, diventano preziose ceramiche da esporre e conoscere maggiormente. Colori potenti diventano decorazioni mai scontate fermate dalla casualità della cottura, elemento fondamentale per la riuscita di questi tesori cromatici.
Ecco dunque il verso, l’altra faccia della medaglia che è l’esperienza artistica del Maestro Francesco Violi. Due volti per una mite anima complessa e ancora da scoprire.

Reggio Calabria 28/10/2008
Caterina Pennestrì

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  • Aperture: ƒ/2.7
  • Camera: COOLPIX S570
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